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Musicisti, tossicodipendenza e… gestione della fama

Capita di leggere sui giornali, come di recente Ed Sheeran, di musicisti che dichiarano come l’uso di sostanze (soprattutto alcol) nasca in correlazione diretta con il raggiungimento della fama.



Per un effetto paradossale,
laddove si raggiungono le vette tanto agognate, subentra un crollo psicologico.


La sindrome dell’impostore (di cui abbiamo parlato in questo topic) e l’aumento della fama sono i primi fattori scatenanti il crollo e il conseguente uso di sostanze per farvi fronte. Un recente studio (Epstein & Epstein, 2013) ha mostrato come le persone famose – rispetto alle persone non famose – abbiano un rapporto più stretto con farmaci “ricreativi” e droghe psicoattive, che vengono considerate come strategie per fronteggiare lo stress correlato alla fama. Inoltre il consumo di alcol e tabacco, nella categoria dei famosi, è praticamente la regola.

Spesso commettiamo l’errore di pensare solo al lato positivo della fama senza considerare i cambiamenti che essa provoca agli stili di vita: la mancanza improvvisa di privacy, il senso di isolamento e solitudine, lo scoprire che forse il successo non è così magico come si pensava. A questo punto, le persone si ritrovano a cercare modi per affrontare tali cambiamenti improvvisi e, tra i più conosciuti e accessibili, ci sono sicuramente l’(ab)uso di droghe e alcol, che in realtà non fanno altro che aumentare il senso di insoddisfazione e difficoltà.


La notorietà sembra attraversare sempre alcune fasi specifiche


Il desiderio di diventare famosi spinge e motiva al successo. Quando si riesce nell’intento, comincia una fase dove l’artista inizia ad affermarsi fra la gente e nel mondo dei media. L’invasione della privacy della persona è già iniziata, ma l’eccitazione e la passione per il successo raggiunto non permettono di coglierla.


☛ Qui nasce il paradosso: da un lato l’artista, ormai famoso, vorrebbe allontanarsi dall’attenzione pubblica, mentre dall’altro avverte una dipendenza dallo status e dal potere raggiunto. In questa fase è cruciale poter trovare un equilibrio fra vita privata e rapporto con il pubblico, distinguere il proprio personaggio (prodotto di vendita) dalla propria persona.


☛ L’ultima fase è quella dove a tutti i costi si cerca un cambio di stile per potersi adattare alla nuova vita. Senza aiuto o sostegno, nella solitudine percepita, spesso è qui che si innestano le dipendenze come strategia per fronteggiare il nuovo stile di vita. Con il giusto aiuto è possibile, invece, avviare una ricerca di un nuovo equilibrio che porti l’artista ad adottare uno stile di vita salutare.

Bibliografia

Epstein, C.R., Epstein, R. J. (2013). Death in The New York Times: the price of fame is a faster flame, QJM: An International Journal of Medicine, Volume 106, Issue 6, Pages 517–521.



di Federico Buffagni