La drunkorexia

 

Un neologismo e un nuovo disturbo: la drunkorexia. Sebbene non ancora ufficialmente riconosciuta come tale, è possibile annoverarla tra i disordini del comportamento alimentare ed è un fenomeno in forte crescita tra gli adolescenti: i dati rivelano che circa il 30% dei giovani fra i 18 e i 24 anni sia vittima di questo disturbo che, come suggerisce il nome, si colloca a metà fra ubriachezza (dall’inglese drunk, ubriaco) e anoressia. La drunkorexia è iniziata quasi come una moda nei bar di New York, per poi diffondersi in maniera preoccupante in Europa, mietendo sempre più vittime. Ancora una volta, il genere principalmente colpito è quello femminile: si stima che sin dai quindici anni, le ragazze possano cadere in questa trappola mortale, in percentuale decisamente maggiore rispetto ai ragazzi. La splendida e talentuosa Amy Winehouse, venuta a mancare a soli 28 anni, purtroppo ne è un famoso esempio. Ma cosa spinge a tali comportamenti? La risposta è da ricercarsi nella prepotente pressione sociale che vuole le ragazze aderenti all’imperativo “magro è bello”, in concomitanza con la pratica del binge drinking: sapendo, ad esempio, che le calorie di un bicchiere di vino sono equivalenti a una barretta di cioccolato e volendo bere molto e quindi assumere calorie in più (che non fanno comodo), chi ne soffre arriva a pensare che bevendo e non mangiando si eviti il rischio di ingrassare. 

Il binge drinking costituisce un forte stress per l’organismo, con una conseguente riduzione della formazione di nuovi neuroni e, in associazione con l’anoressia o la bulimia, le conseguenze sono ancor più devastanti. Nel caso dell’anoressia, infatti, il dimagrimento ottenuto rimane quantomeno “omogeneo”, mentre la drunkorexia distrugge letteralmente il fisico, in quanto l’apporto calorico resta elevato ma carente di proteine e grassi. Inoltre, chi soffre di tale disturbo, tende a mangiare di meno durante le ore diurne per bere di più la sera e, il giorno dopo, mette in atto comportamenti tipici dell’anoressia come provocarsi il vomito e fare eccessivo esercizio fisico. Le conseguenze psicologiche, invece, riguardano innanzitutto l’insorgenza della depressione e dei disturbi d’ansia, ma l’abuso di alcol può provocare anche perdite di memoria, problemi sessuali, aggressività e dipendenza. Cosa si può fare per gestire questo disagio? La soluzione più immediata per contenerlo è sicuramente quella di fare informazione, soprattutto agli adolescenti che, spesso, agiscono per emulazione e ignoranza rispetto i rischi a cui possono andare incontro. Inoltre, anche nel caso della drunkorexia, è importante tener presente che gli esperti della salute mentale sono gli alleati più forti nel riconoscere innanzitutto e poi nell’affrontare un disturbo simile, con una psicoterapia e/o eventualmente un supporto farmacologico.